L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE LODOVICO NALON ALLA CONSEGNA DEL PREMIO “ANGELO FERRO” PER L’INNOVAZIONE NELL’ECONOMIA SOCIALE

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"Magnifica Rettrice Prof.ssa Daniela Mapelli,
Prof. Gilberto Muraro Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo,
Dott. Tiziano Vecchiato Presidente della Fondazione Emanuela Zancan,autorità tutte, gentili ospiti.

Il Graticolato è una cooperativa sociale dell’Alta Padovana a scopo plurimo, che collabora con i servizi sociali dell’Azienda Ulss 6 “Euganea”.
Scopo principale del Graticolato è l’inserimento sociale delle persone disabili, puntando alla consapevolezza di un proprio “sé adulto” anche attraverso l’educazione al lavoro.
La cooperativa gestisce i seguenti servizi per la disabilità:

3 centri diurni in convenzione con l’Azienda Sanitaria (90 posti);
Un centro di orientamento (denominato “Il Ponte”) per giovani adulti che hanno terminato il percorso scolastico (25posti);
Due comunità-alloggio per persone disabili (20 posti);
Due gruppi-appartamento per persone disabili dotate di buone autonomie residue (12 posti);
inoltre, in un’area boschiva di sei ettari in località Vaccarino di Piazzola sul Brenta stiamo costruendo un Centro diurno rivolto a giovani adulti con disturbo dello spettro autistico (30 posti).

Nel corso degli anni si è sviluppato, inoltre, il ramo d’impresa denominato “La Ginestra”, finalizzato all’inserimento lavorativo di persone invalide e svantaggiate. L’obiettivo di questo settore è creare un luogo adatto alla formazione occupazionale che sia un ponte verso le aziende private, in particolare nei settori dell’assemblaggio conto terzi, del cablaggio, del collaudo elettrico e dei processi produttivi. A tal fine collaboriamo con una trentina di realtà imprenditoriali del territorio offrendo la possibilità, dopo la stipula di un’apposita convenzione, di assolvere all’obbligo dell’assunzione della persona svantaggiata (nell’ambito delle categorie protette) in cambio di una commessa di lavoro concordata.
Per realizzare la sua “mission” Il Graticolato ha pensato, voluto e realizzato il Centro Paolo VI come luogo ispirato al nuovo umanesimo cristiano del grande Papa Paolo VI. Un umanesimo che sa rivolgersi all’uomo vivo, all’uomo tragico dei suoi propri drammi, all’uomo così com’è, che sempre attende qualcosa, che attende che altri si prendano cura di lui per restituirgli la dignità di essere umano.
Per realizzare questo si richiedono agli operatori cuore e competenza, stima reciproca, attenzione all’altro, progettualità fatta di profezia e di festa, capacità di fare impresa sociale, formazione per acquisire sempre maggiori competenze e buone prassi nella gestione delle varie disabilità.
Non viene trascurata neppure un’attenzione educativa-culturale verso i genitori dei nostri ragazzi allo scopo di accompagnarli nella accettazione e nella comprensione delle disabilità dei loro figli e l’azione di sensibilizzazione verso le istituzioni, le forze economiche e la società civile perché maturino la capacità di inclusione dell’uomo fragile considerandolo soggetto portatore di diritti e non un peso per la collettività.

Non ci accontentiamo più di essere soggetto che risponde ai bisogni, ma vogliamo essere visionari innovatori e costruttori di una società migliore."